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martedì 29 novembre 2016

Autismo: dalla Regione 2 milioni per il trattamento precoce

La Regione Piemonte potenzia la risposta sanitaria e integrata a favore dei minori affetti da autismo, in particolare nella fascia di età compresa fra 0 e 3 anni. Lo fa con una delibera della giunta che punta alla diagnosi e al trattamento precoce, secondo quanto previsto dalle raccomandazioni dell'Istituto Superiore di Sanità. 
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giovedì 10 novembre 2016

Bambini autistici senza "sostegno"

8 Novembre, fonte "Il Tirreno"

A distanza di due mesi dall’inizio dell’anno scolastico ci sono ancora mamme che danno battaglia per ottenere un insegnante di sostegno. Tra queste c’è Chiara, aderente al gruppo delle Iron, ma soprattutto genitore informato e realista rispetto ai bisogni del figlio, autistico, che frequenta la scuola di via Mazzini, a Grosseto.
È una storia, quella di Chiara, che Il Tirreno segue fin dal primo giorno di scuola, quando già apparve evidente che le nomine degli insegnanti di sostegno avrebbero subito dei rallentamenti. In quei giorni, a metà settembre, l’associazione Iron Mamme, le mamme di bambini e adolescenti con diagnosi di disturbi dello spettro autistico, denunciavano diverse situazioni di oggettiva difficoltà. Alcune di queste si sono nel frattempo sbloccate, altre no.
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venerdì 4 novembre 2016

Comunicazione evento

Ricevo e pubblico volentieri

In allegato alla presente inviamo invito per manifestazione sulla sindrome autistica. Lo scopo dell'incontro è quello di dare esclusivamente la parola ai genitori di persone autistiche relativamente agli interventi terapeutici attualmente proposti. Si spera così di iniziare quel doveroso e sempre disatteso confronto fra le "prese in carico" disponibili, senza l'intervento di "tecnici", ma con la testimonianza diretta delle famiglie.
Data l'evidente attualità dell'argomento proposto, chiediamo, considerando gli scopi altamente informativi della vostra testata e se possibile, la pubblicazione sul vostro sito.

Sergio Martone, genitore, Vice Presidente Associazione Acffadir Onlus


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lunedì 31 ottobre 2016

Torino, Workshop "Waldon e Autismo"

da Autismo e Società. Onlus ricevo e pubblico volentieri

Buongiorno,
Sabato 10 Dicembre 2016 dalle ore 9,30 alle 18,00 la dott.ssa Lalli Gualco Howell, psicologa, direttrice del Cedar Centre di Brighton (Inghilterra), terra' il workshop:
Metodo Waldon e autismo”.
Il workshop si svolgerà presso gli spazi della Cooperativa Terra Mia, Corso Allamano 141 Grugliasco (TO) (link Google Maps: https://goo.gl/maps/xXoLFVbjsby) e sarà destinato ad un massimo di 75 partecipanti tra famigliarioperatori ed insegnanti.
Il programma della giornata sarà così articolato:
 09.30-10.30 Introduzione e teoria Waldon
10.30-12.30 Workshop pratico
12.30-13.30 Pausa pranzo
13.30- 14.15 Sessione interattiva
14.45-16.45 Workshop pratico
16.45-17.30 Spazio alle domande dei partecipanti
Il costo per partecipare al workshop è di € 30 e comprende la quota di iscrizione ed il manuale Waldon “Every child can learn” tradotto per l'occasione in lingua italiana.
Nella pausa pranzo si potrà usufruire del buffet preparato dallo staff de “La Sana Terra” il Centro per l'educazione alimentare della cooperativa Terra Mia presso cui siamo ospitati, con un costo agguintivo di 10,00 euro. E' indispensabile la prenotazione.
Dalla data odierna le iscrizioni sono aperte e possono essere effettuate esclusivamente via mail all’indirizzo: waldon@autismoesocieta.org presentando copia dell’avvenuto pagamento della quota (questo per evitare che iscrizioni senza seguito, precludano la partecipazione di altre persone):
€ 30,00 Workshop e manuale Waldon
€ 40,00 Workshop, manuale Waldon e pranzo
Pagamento tramite bonifico bancario:
(indicare nella causale Nome, Cognome e tipo di adesione: Workshop Waldon oppure Workshop Waldon + pranzo)
Banca Sella Spa
IT 21 H 03268 01010 052465838000
Intestazione AUTISMO E SOCIETA ONLUS
Per ulteriori informazioni 349 7158035
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giovedì 27 ottobre 2016

Parte a Torino il Master Universitario sull’autismo

27 Ottobre, fonte superando.it


Rivolto prioritariamente a personale della scuola statale e paritaria (docenti di sostegno, curricolari e dirigenti scolastici), sta per prendere il via, presso l’Università di Torino, il Master di Primo Livello in “Didattica e Psicopedagogia degli alunni con disturbi dello spettro autistico” (anno accademico 2016-2017), che punta a promuovere e diffondere una cultura specifica sui disturbi dello spettro autistico, per l’inclusione degli allievi interessati nei contesti scolastici. E il 28 ottobre, sempre nell’àmbito del Master, è in programma un interessante incontro inaugurale

Rivolto prioritariamente a personale della scuola statale e paritaria (docenti di sostegno, curricolari e dirigenti scolastici), sta per prendere il via, presso l’Università di Torino, per l’anno accademico 2016-2017, il Master di Primo Livello in Didattica e Psicopedagogia degli alunni con disturbi dello spettro autistico, organizzato attraverso un’azione di partenariato che ha coinvolto le istituzioni scolastiche, i professionisti esperti dei servizi sanitari e le Associazioni di famiglie che si occupano di autismo sul territorio del Piemonte.
L’obiettivo è sostanzialmente quello di promuovere e diffondere una cultura specifica sui disturbi dello spettro autistico, per l’inclusione degli allievi interessati nei contesti scolastici.
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lunedì 24 ottobre 2016

Sostegno, un altro anno nero: cattedre coperte dai non specializzati

fonte ilfattoquotidiano.it



Il sistema incompiuto danneggia gli alunni disabili e le loro famiglie, ma anche i docenti, perché tutto è ancora basato sulle supplenze temporanee (su cui lo Stato risparmia). All’ultimo concorsone nella maggior parte delle Regioni c’erano meno candidati che posti messi a bando. Da qui il paradosso: al Nord i presidi disperati sono costretti a mandare in cattedra insegnanti senza il titolo di specializzazione. Al Sud docenti qualificati restano a casa e, a causa del blocco delle graduatorie, non si possono nemmeno spostare. Ecco le loro storie.

ROMA. I ragazzi disabili aumentano, i docenti specializzati mancano e l’assistenza non è mai abbastanza. Il sistema italiano di sostegno è considerato uno dei migliori d’Europa per qualità e quantità. Ma andatelo a dire alle famiglie che ogni anno si ritrovano con i propri figli abbandonati. O a maestri e professori costretti a vivere nell’incertezza. “Vorrei solo aiutare chi ne ha bisogno”, dicono loro. In molti casi, però, non è possibile. Da un anno il Ministero dell’Istruzione si arrovella su come cambiare la figura dell’insegnante di sostegno, ma il vero problema è uno e uno soltanto: la precarietà. Migliaia di posti scoperti perché non ci sono specializzati, decine di migliaia coperti ma solo con delle supplenze. Con in più la beffa di personale qualificato che resta a casa senza lavoro perché magari è in graduatoria nella provincia sbagliata. Una situazione in cui perdono tutti. Eccetto forse le casse dello Stato, che risparmia centinaia di milioni grazie ai contratti a tempo determinato.
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